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Cammellandia

Vivo come un cammello in una grondaia in questa illustre e onorata società! E ancora, sto aspettando, un'ottima occasione per acquistare un paio d'ali, e abbandonare il pianeta.

Cammellandia

Su altri slogan fascisti

Dopo il “grande scalpore” dello slogan di epoca fascista riemerso da sotto una vernice azzurrina su un muro all’ingresso di Avola, mi ero ripromesso di cercarne altri, così, a perdita di tempo e quand’era possibile, anche nei paraggi più o meno vicini alla mia città.
Oggi per la prima volta sono capitato per caso nella cittadina di Licodia Eubea (in provincia di Catania). Ricordai che un mio amico mi aveva precedentemente parlato di un “busto” risalente a quell’epoca visibile ancora oggi nella sua patria.
Avevo capito bene? A quanto pare, più o meno.
foto2Un busto c’era ma non avrei mai pensato che era disegnato sul muro!
Riguardo a quello che più personalmente mi interessa cioé la comprensione dello slogan, mi si presentava un’altra bella e impegnativa impresa di interpretazione.

Ebbene, lo slogan riporta per la parte scritta su questo muro:

Tutto il popolo italiano lo sente e tutto il popolo è pronto a scattare come un solo uomo, quando si tratta della potenza e della gloria della Patria.

Era un estratto di un discorso di Mussolini a Cagliari pronunciato l’8 giugno del 1935:
Abbiamo dei vecchi e dei nuovi conti da regolare: li regoleremo […]. Se il Regime delle Camicie Nere chiama la gioventù d’Italia alle armi, lo fa perché è suo stretto dovere e perché si trova dinanzi a una suprema necessità. Tutto il popolo italiano lo sente e tutto il popolo è pronto a scattare come un solo uomo, quando si tratta della potenza e della gloria della Patria.

Un’altro slogan ancora visibile oggi risalente al periodo fascista l’ho trovato a Buccheri (provincia di Siracusa).
Vi si possono leggere chiaramente tre parole (Necessario, Combattere e quel che rimane del nome Mussolini).
Potrebbe forse trattarsi dei resti della frase “Camminare e costruire e se necessario combattere e vincere”, dal discorso pronunciato da Mussolini a Torino il 23 ottobre 1932 in occasione del decennale della Marcia su Roma e poi ripetuto il 14 maggio 1939, sempre a Torino.
Lo stesso slogan è
presente a Donnas (AO), Carcoforo (VC) e Villalago (AQ).
Buccheri

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1 Commento

  1. I am inessantly thought about this, thanks for posting.

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